Le norme europee sugli imballaggi sono entrate in una nuova fase. Il regolamento UE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio ( PPWR ) stabilisce un quadro unico ed armonizzato per i requisiti relativi agli imballaggi sul mercato dell’UE, comprendente la progettazione degli imballaggi, l’etichettatura e le considerazioni relative alla fine del ciclo di vita. Per i proprietari di imballaggi, i trasformatori e i marchi, il PPWR non è semplicemente un segnale di sostenibilità; rappresenta piuttosto un fattore concreto che guida le scelte relative ai materiali e alla progettazione, le quali devono resistere a controlli sia interni (conformità, approvvigionamento) che esterni (clienti, autorità di regolamentazione).
Questo articolo illustra cos’è il PPWR, perché è particolarmente rilevante in questo momento, come i tempi previsti influenzano la pianificazione e come Shunho Creative affronta l’innovazione dei materiali avvalendosi di metodi di prova e di quadri di certificazione che supportano affermazioni basate su evidenze.
Il PPWR è la regolamentazione dell'UE in materia di imballaggi, finalizzata a ridurre i rifiuti di imballaggio e rafforzare la circolarità degli imballaggi all'interno del mercato unico. La Commissione europea ha presentato la proposta intitolata «Proposta di regolamento… sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio», con la motivazione esplicita secondo cui le normative nazionali frammentate creano ostacoli al mercato interno e incertezza giuridica per le imprese.
L'intento politico è chiaro: gli imballaggi devono essere progettati per prestare migliori risultati dal punto di vista ambientale, su larga scala e all'interno di sistemi reali. La Commissione considera gli imballaggi un importante utilizzatore di materiali e un significativo contributore ai rifiuti, sottolineando la necessità di regole più rigorose e coerenti, nonché di strumenti di attuazione efficaci.
Un cambiamento fondamentale riguarda lo strumento stesso. Il PPWR è un regolazione , il che significa che si applica negli Stati membri dell'UE senza richiedere una trasposizione nazionale, a differenza delle direttive.
Per le imprese, l'impatto è pratico:
Dal punto di vista della pianificazione, le date da tenere a mente sono:
Questa progressività è fondamentale: crea una finestra temporale per la riprogettazione, l’allineamento con i fornitori, i test e la documentazione. Significa inoltre che le scelte relative ai materiali effettuate oggi dovranno rimanere giustificabili anche di fronte a criteri tecnici e norme in continua evoluzione.
Un modo utile per definire la prontezza consiste nel distinguere:
La PPWR è stata concepita per influenzare gli imballaggi lungo l’intero ciclo di vita. Nella pagina di panoramica della Commissione europea, gli obiettivi dichiarati includono la rendita degli imballaggi riciclabili «in modo economicamente sostenibile entro il 2030», l’aumento dell’uso sicuro di plastica riciclata e la riduzione dell’impiego di materiale vergine.
Nel testo della proposta della Commissione, il regolamento è presentato come un insieme di requisiti «lungo l’intero ciclo di vita degli imballaggi… al fine di consentirne l’immissione sul mercato», nonché di obblighi relativi all’etichettatura e alla gestione dei rifiuti di imballaggio.
Per i decisori in materia di imballaggi, ciò si traduce in una domanda relativa ai materiali: La struttura scelta può essere supportata da prove che ne dimostrino l’efficacia nel percorso previsto per la fine del suo ciclo di vita? L’orientamento della direttiva PPWR si allontana da una generica definizione «eco» e si sposta verso prestazioni documentabili e verificabili.
Gli imballaggi ad alte prestazioni spesso ricorrono a strutture multimateriale (ad esempio carta + rivestimenti, carta + polimero, film multistrato) per garantire barriera, durabilità e aspetto premium. Tuttavia, la direttiva PPWR è concepita in funzione dei risultati ottenuti nei sistemi di gestione dei rifiuti. La Commissione sottolinea i problemi che le caratteristiche degli imballaggi causano sia sul mercato interno sia dal punto di vista ambientale, in particolare quando tali caratteristiche ostacolano il riciclo o quando imballaggi «tecnicamente riciclabili» non vengono effettivamente riciclati nella pratica, a causa della mancanza di processi economicamente convenienti o della scarsa qualità del materiale riciclato ottenuto.
È per questo che la complessità dei materiali e della struttura è fondamentale: la riciclabilità non è soltanto un obiettivo progettuale; è un’interazione sistemica. I tassi di raccolta, i comportamenti di separazione e le reali condizioni dei processi industriali influenzano se un imballaggio può allinearsi in modo credibile alla direzione della PPWR.
L’approccio di Shunho Creative all’allineamento con la PPWR si basa su prestazioni verificabili dei materiali, valutate mediante metodologie di prova riconosciute e quadri di certificazione, anziché su affermazioni sulla sostenibilità non supportate da prove.
Per gli imballaggi a base di fibra, la riciclabilità viene valutata utilizzando metodi di laboratorio riconosciuti a livello industriale, che replicano le fasi chiave del processo di riciclo della carta. TransMet® , cartone ondulato innovato da Shunho Creative, è stato valutato conformemente alla norma UNI 11743, un metodo di prova per la riciclabilità della carta sviluppato per valutarne il comportamento durante la produzione della pasta, la vagliatura e il recupero delle fibre, in condizioni rappresentative del riciclo industriale della carta.
Questo tipo di valutazione riflette ambienti di trattamento reali, anziché ipotesi teoriche sulla riciclabilità. Ancorando le discussioni sulla riciclabilità a protocolli di prova definiti, i team dedicati agli imballaggi ottengono:
Nel quadro normativo dell’UE, la compostabilità è considerata un percorso specifico di recupero, disciplinato da norme armonizzate e da una certificazione di terze parti, anziché da affermazioni generiche.
A livello europeo, la norma EN 13432 («Imballaggi – Requisiti per gli imballaggi recuperabili mediante compostaggio e biodegradazione») stabilisce i criteri tecnici per gli imballaggi compostabili, coprendo biodegradabilità, disintegrazione e sicurezza ambientale. Questa norma è esplicitamente citata negli schemi di certificazione gestiti da TÜV AUSTRIA nei programmi OK compost INDUSTRIAL e OK compost HOME.
TransMet® sono certificati sia secondo lo standard OK compost INDUSTRIAL che secondo lo standard OK compost HOME, consentendo ai proprietari dei marchi di fare affidamento su una compostabilità verificata in modo indipendente per applicazioni in cui il compostaggio rappresenta il percorso appropriato per la fine del ciclo di vita.
Separando riciclabilità e compostabilità in percorsi distinti e certificati, Shunho Creative si allinea al principio fondamentale della PPWR: gli imballaggi devono essere progettati con un percorso di recupero chiaro, dimostrabile e compatibile con i sistemi esistenti, supportato da norme riconosciute.
Il PPWR segnala una trasformazione a lungo termine: l'Europa sta orientandosi verso norme in materia di imballaggi più coerenti all'interno del mercato unico e più strettamente legate a risultati misurabili. Il cronoprogramma è già avviato e gli standard, insieme ad ulteriori misure, continueranno a definire concretamente come vengono valutati i concetti di «riciclabile» e «compostabile».
Il ruolo di Shunho Creative consiste nel supportare i proprietari di imballaggi e i marchi con soluzioni materiali basate su prove concrete: percorsi di riciclabilità informati da test nei sistemi a base di fibra e narrazioni sulla compostabilità guidate da certificazioni, laddove la compostaggio rappresenti il percorso previsto.